Visualizzazione post con etichetta saggezza. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta saggezza. Mostra tutti i post

venerdì 8 aprile 2016

NON MOLLARE MAI



Quando stai per mollare, fermati un attimo e pensa al motivo per il quale hai resistito fino ad ora.

Pensa alla meta, non a quanto lungo sia il tragitto.

Rimboccati le maniche e non aver paura della fatica.

Guardati allo specchio e riconosci quel Sognatore che ti sta di fronte.

Lotta e combatti.

E quando ciò che desideri sarà tuo, porta una mano al cuore e sentirai in ogni singolo battito l'eco di ognuno dei passi che hai compiuto.

E se avrai qualche cicatrice non preoccuparti, non c'è vittoria senza una ferita, non c'è arcobaleno senza pioggia.

mercoledì 18 febbraio 2015

Provaci ancora ...

 
L'ELEFANTE INCATENATO
(da: "Déjame que te cuente" di Jorge Bucay - Ed. RBA)
Quando ero piccolo adoravo il circo, ero attirato in particolar modo dall'elefante che, come scoprii più tardi, era l'animale preferito di tanti altri bambini.

Durante lo spettacolo faceva sfoggio di un peso, una dimensione e una forza davvero fuori dal comune ... ma dopo il suo numero, e fino ad un momento prima di entrare in scena, l'elefante era sempre legato ad un paletto conficcato nel suolo, con una catena che gli imprigionava una delle zampe. Eppure il paletto era un minuscolo pezzo di legno piantato nel terreno soltanto per pochi centimetri. e anche se la catena era grossa mi pareva ovvio che un animale del genere potesse liberarsi facilmente di quel paletto e fuggire.

Che cosa lo teneva legato?

Chiesi in giro a tutte le persone che incontravo di risolvere il mistero dell'elefante; qualcuno mi disse che l'elefante non scappava perché era ammaestrato ... allora
posi la domanda ovvia: "se è ammaestrato, perché lo incatenano?".
Non ricordo di aver ricevuto nessuna risposta coerente.

Con il passare del tempo dimenticai il mistero dell'elefante e del paletto. Per mia fortuna qualche anno fa ho scoperto che qualcuno era stato tanto saggio da trovare la risposta: l'elefante del circo non scappa perché è stato legato a un paletto simile fin da quando era molto, molto piccolo.

Chiusi gli occhi e immaginai l'elefantino indifeso appena nato, legato ad un paletto che provava a spingere, tirare e sudava nel tentativo di liberarsi, ma nonostante
gli sforzi non ci riusciva perché quel paletto era troppo saldo per lui, così dopo vari tentativi un giorno si rassegnò alla propria impotenza. L'elefante enorme e
possente che vediamo al circo non scappa perché crede di non poterlo fare: sulla sua pelle è impresso il ricordo dell'impotenza sperimentata e non è mai più ritornato
a provare... non ha mai più messo alla prova di nuovo la sua forza... mai più!

A volte viviamo anche noi come l'elefante pensando che non possiamo fare un sacco di cose semplicemente perché una volta, un po' di tempo fa ci avevamo provato ed avevamo fallito, ed allora sulla pelle abbiamo inciso "non posso, non posso e non potrò mai".
L'unico modo per sapere se puoi farcela è provare di nuovo ... 
mettendoci tutto il cuore ...
tutto il tuo cuore!"

lunedì 16 giugno 2014



Ogni guerriero della Luce ha avuto paura di affrontare un combattimento.
Ogni guerriero della Luce ha tradito e mentito in passato.
Ogni guerriero della Luce ha imboccato un cammino che non era il suo.
Ogni guerriero della Luce ha sofferto per cose prive di importanza.
Ogni guerriero della Luce ha pensato di non essere un guerriero della Luce.
Ogni guerriero della Luce ha mancato ai suoi doveri spirituali.
Ogni guerriero della Luce ha detto “sì” quando avrebbe voluto dire “no”.
Ogni guerriero della Luce ha ferito qualcuno che amava.

Perciò è un guerriero della Luce:
perché ha passato queste esperienze e
non ha perduto la speranza di essere migliore.
Paulo Coelho

venerdì 19 luglio 2013

La saggezza dell'allievo.

Un breve racconto dal libro "21 Piccole Storie Zen"
Voglio condividerlo con voi tutti, ma in special modo con tutti i genitori.
La ritengo una grande ... Lezione di Vita.


C’erano una volta, dall’altra parte del mondo rispetto a quella in cui viviamo noi, due fratellini che vivevano felicemente insieme a saggi Maestri che si prendevano cura di loro.

Un giorno al più giovane dei due fratelli cadde di mano una tazza: scivolò a terra e si ruppe.

Quella tazza era molto preziosa perché era un dono dell’Imperatore. Accortosi di quanto era successo, il capo dei Maestri sgridò severamente il giovane dicendogli:

– Fai attenzione alle cose che fai! Sei distratto e hai combinato un grossissimo guaio! Ora il nostro servizio di tazze, dono dell’Imperatore in persona, non è più completo!

Il povero bambino, sentendosi tremendamente in colpa, andò a rifugiarsi nell’angolo più buio della stanza e iniziò a piangere disperatamente.

Il fratello, di qualche anno più grande, accorse e trovandolo in lacrime gli chiese:

– Ma cosa succede? Perché piangi così?

– Sono uno sciocco e un incapace! – gli disse fra i singhiozzi il piccolo. – Ho combinato un guaio irrimediabile, ne sono responsabile e non posso porre alcun rimedio!

Il fratello più grande impallidì e, temendo il peggio, gli disse:

– Ma cosa hai fatto? Raccontami e stai tranquillo, sono tuo fratello maggiore, mi sono sempre preso cura di te e vedrai che anche questa volta troveremo una soluzione.

Pieno di vergogna il fratello più piccolo quasi non riusciva a parlare:

– Oh, se tu sapessi… Ho rotto una tazza! Ma non una tazza qualsiasi, una tazza donata dall’Imperatore in persona; e ora, per colpa mia…

– Non dire altro – lo interruppe il fratello, ricordandosi una lezione molto importante che aveva già imparato. Egli sapeva infatti che le parole sono molto importanti e sono capaci di creare addirittura le cose che sono intorno a noi! Per questo bisogna stare molto attenti a ciò che si dice ed è sempre meglio pronunciare parole di gioia, di Amore e di felicità! Questo il piccolo disperato ancora non lo sapeva… ma per fortuna esistono i fratelli maggiori!

– Tu stai qui, non preoccuparti di nulla e sappi che non hai combinato nessun guaio perché una tazza… è solo una tazza! Tra poco tornerò da te e tutto sarà risolto.

Raccolse i cocci della tazza, li nascose nella manica del suo vestito, andò nel giardino del tempio e lì rimase paziente per molto tempo, in attesa che arrivasse il Maestro.

Aveva già imparato quanto importante sia la pazienza e sapeva che ogni cosa può solo accadere nel momento giusto…

Questo momento arriva: mai troppo presto, mai troppo tardi, ma… quando è il momento!

Dopo un po’ di tempo arrivò il Maestro e il giovane allievo gli andò incontro per porgli delle domande.

– Mio buon Maestro – cominciò. – Gli uomini nati su questa Terra muoiono o non muoiono?

– Certo che muoiono – rispose il Maestro.

– E anche tutti gli altri esseri e i minerali e tutte le cose sono destinati a morire?

– Certo, ogni cosa che abbia una forma deve necessariamente… cambiare forma quando arriva il suo momento. Questo cambiamento viene anche chiamato «morte».

– Quindi, se capisco bene – proseguì il giovane – poiché ogni cosa a un certo punto cambia forma (o «muore», se così vogliamo dire) noi non dovremmo piangere, né rimpiangere ciò che non c’è più, né arrabbiarci contro il destino.

– No, naturalmente no, hai ben compreso. Ma dove vuoi arrivare con questo tuo discorso? – domandò il Maestro, felice di quanto fosse diventato saggio quel suo allievo.

Il ragazzo allora estrasse dalla manica del suo vestito i cocci della tazza rotta e li diede al Maestro.

Il Maestro lo guardò con profondo rispetto e non disse nulla.

Il ragazzo prese la mano del Maestro, lo portò là dove stava suo fratello, ancora tremante di paura e di vergogna. Il ragazzo non fece nulla; il Maestro prese in braccio il piccolo e gli diede una carezza sul volto, poi guardò il fratello maggiore e sorrise.

Aveva imparato dal suo allievo un’importantissima lezione e voi, che siete tutti piccoli Maestri, avrete sicuramente compreso quale…

Fortunato è quel Maestro che vede il suo allievo diventare più saggio di lui!

venerdì 14 giugno 2013

martedì 16 aprile 2013

L'IMPEGNO secondo W.H.Murray e ... me.


Finchè uno non é impegnato c'é sempre titubanza, la possibilità di ritirarsi, c'é sempre inefficacia.
Tutte le iniziative o le imprese creative sottostanno ad una verità imprescindibile senza la quale innumerevoli idee e progetti splendidi sarebbero destinati a fallire: nel momento in cui ci si impegna a fondo, anche la Provvidenza si mette in moto.
Accadono cose, che ci vengono in aiuto, che altrimenti non sarebbero mai accadute.
Un vero flusso di avvenimenti scaturisce da questa decisione, portando a nostro favore un numero incredibile di fatti ed incontri imprevisti ed aiuto materiale che nessuno si sarebbe mai sognato di trovare.

domenica 2 dicembre 2012

Quale vincerà?


Un vecchio indiano cherokee stava impartendo lezioni di vita ai bambini del suo villaggio.
"Si combatte una battaglia dentro di me"
stava dicendo l'anziano
"una battaglia terribile tra due lupi.
Un lupo rappresenta la paura, l'avidità, la rabbia, il senso di inferiorità, larroganza, l'egoismo.
L'altro rappresenta la pace interiore, l'abbondanza, l'amore, la gioia, la compassione, la ricchezza, l'umiltà, il rispetto, la generosità, la fede, la serenità e l'empatia.
La stessa battaglia avviene dentro di voi e in ogni persona che incontrate."
Tutti i bambini guardarono il vecchio stando in silenzio per un lungo momento,
finchè una bellissima bambina con i capelli lunghi chiese:
"Quale lupo vincerà?"
Il vecchio indiano trattenne il respiro e poi disse semplicemente:
"Quello a cui darai da mangiare."

Ricorda di dare la giusta energia ai tuoi pensieri.
Focalizzati sulle cose che desideri e non su ciò che non vuoi che accada.
Modifica ciò che accade dentro di te e non ciò che appare all'esterno.

lunedì 27 febbraio 2012

Sogna ciò che ti và


"Sogna tutto ciò che desideri; 
vai ovunque vuoi e puoi; 
sii ciò che vuoi essere,
perché hai solo una vita ed una sola possibilità
di fare le cose che vuoi fare.
L'alternativa è il rimpianto e tu non vuoi rimpianti."

martedì 20 dicembre 2011

Segui il Tuo Sogno.


 "Non permettere mai a nessuno di dirti che non sai fare qualcosa.
Se hai un sogno tu lo devi proteggere.
Quando le persone non sanno fare qualcosa
lo dicono a te che non la sai fare.
Se vuoi qualcosa, vai e inseguila.
 Punto."

dal film "La ricerca della felicità"

martedì 18 ottobre 2011

Adesso


"C'è un'unica verità elementare la cui ignoranza uccide innumerevoli idee e splendidi piani: nel momento in cui uno si impegna a fondo, anche la Provvidenza allora si muove. 
Infinite cose accadono per aiutarlo, cose che altrimenti non sarebbero mai avvenute.
Qualsiasi cosa tu possa fare o sognare di poter fare, incominciala.
L'audacia ha in sé genio, forza e magia.
Incomincia ADESSO."
Goethe